CHE  FARE (?) OLTRE IL BLOCCO EURO-LIBERISTA

CHE FARE (?) OLTRE IL BLOCCO EURO-LIBERISTA

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DA COMUNITA’ DI INTENTI PATRIOTTICA A FRONTE POPOLARE DI LIBERAZIONE NAZIONALE

La  “marmellata euro-liberista” alla quale i media non a caso donano il loro primo piano, rischia di concentrarsi sul  nulla piuttosto che sulla sostanza dei problemi concreti, che riguarderanno la vita di milioni di persone che in Italia hanno perso e perderanno il loro posto di lavoro. Ovviamente la scelta è sempre quella della Luna dei fatti, nei confronti del dito delle narrazioni deviate ad arte.

Negli scorsi editoriali ( GLI AVVOLTOI HANNO FAME D’ITALIA 26/3/2020  e A QUANDO LA NOSTRA ORAX del 19/3/2020 e LA NOTTE DELL’INNOMINATO del 29/2/2020 ) eravamo già intervenuti sui temi veri centrali  quali:

  1. Il covid19 come paradigma universale delle dissennate politiche liberiste sulla sanità ed il trionfo del profitto sulla vita umana e le sacche di flebile resistenza Costituzionale e Cristiana a tale aspetto in Italia
  2. La crisi verticale della UE , i maggiordomi della Merkel nostrani e gli interessi sovranisti delle classi dirigenti nord-europee e “carolinge”
  3. La superstizione eurista e la spaccatura tra borghesia manifatturiera e finanz-capitalista in Italia
  4. La necessità prioritaria per il Popolo d’Italia di creare un blocco di intenti che possa concretamente e senza spiriti velleitari rappresentare impresa ,ceti medi, lavoratori dipendenti e la massa crescente di coloro che rimarranno di fatto emarginati e non garantiti, come dopo la scorsa crisi strutturale del 1929 e la  conseguente depressione .

La deviante farsa tra governo, scontro interno ed opposizione strillona rischia di deviare l’attenzione.

 Quelle che saranno le reali ricadute sia in Italia che in tutta Europa ed il mondo della  radicale accelerazione della crisi strutturale della finanziarizzazione e della globalizzazione e del sorgere di un mondo competitivo multipolare, rischiano di essere eluse dal solito inutile teatrino.

Ma questa volta il “Re è rimasto nudo” ed il ruolo devastante  delle politiche euriste è apparso chiaro a tutto il nostro Popolo e provocando conversioni insospettabili dell’ultima ora, che sarebbe sciocco non registrare e valutare.

Per questo abbiamo sottoscritto insieme ad altre realtà come Risorgimento Socialista ed il Movimento Radical-Socialista un necessario, puntuale e rigoroso documento con il quale si chiedeva al governo italiano ,viste le risposte cosmetiche della UE  ad una crisi epocale, la attivazione del cosiddetto piano B, ovvero la sostanziale fuoriuscita dell’Italia dall’Euro e dalla Unione e dai trattati con tutti gli atti necessari ed indispensabili .  

Su questo come UnitixItalexit non ci facevamo illusioni su tale sacrosanta presa d’atto governativa; importante era deviare il discorso sui corretti binari.

Basterebbero delle digitalizzazione della BCE  a risolvere i problemi di tutti i Popoli ed i poveri di tutta Europa : manca questa netta volontà Politica .

Eurobond e MES sono di fatto provvedimenti sia cosmetici, gli uni, che dannosi gli altri rispetto l’entità della crisi.  

Più del 40% della economia nazionale e del suo indotto rimarrebbe inevitabilmente azzerata nei prossimi 22 mesi almeno dalle fasi successive e di ricadute possibili del virus e dalla chiusura inevitabile di molte frontiere e varie difficoltà conteggiabili già ieri .

Se non si prende in considerazione un serio piano di intervento keynesiano integrato, che sfrutti tale biennio per reintegrare la produzione industriale, agricola ed un piano infrastrutturale e di riorganizzazione interno, assicurando a tutti pane e lavoro utile, propedeutico ad un rilancio dopo un biennio di preparazione , non se ne uscirà fuori vittoriosi.

Se da una parte il governo Conte, al netto della sua celata spaccatura, persiste e si attarda in un tavolino a tre gambe di inutili trattative e perdita di tempo utile alla fazione a trazione germanica, l’opposizione non presenta a nostro avviso, sufficienti credibilità nel sostenere l’indispensabile “PIANO B” ed alle opportune garanzie Costituzionali, prioritarie rispetto i soggettivi interessi confindustriali, a vari interessi .L’opposizione nasce e si nutre delle tipiche deviazioni di senso della Seconda Repubblica dove sussiste il seppellimento sotto una coltre di problemi laterali rispetto i temi sociali ed organizzativi portanti.

Quando parliamo di opposizione dobbiamo con intelligenza stornare la grande massa del suo attuale e ballerino elettorato di riferimento che invece potrebbe essere in futuro compreso e rappresentato da un grande Fronte Popolare che sappia rappresentare i suoi fondamentali interessi.

Cosa assai diversa lo scenario sinistrato-sovranista estremista e velleitario che abbaia alla luna di una confusa iniziativa ,che cela un misero intento elettoralista rispetto le priorità della Questione Nazionale e del Salvare subito il mondo produttivo e la comunità umana del Paese; il problema è soltanto intercettarne soltanto il malumore per proiettarne come già avvenuto il risultato elettorale, producendo nelle masse nuova diffidenza e depressione diffusa. Un velo pietoso sulla pletora di guru ed intellettuali poi che pensano di cambiare il mondo o “consigliare ai governi le loro magiche ricette distrattive UE  e spread speculativi e punitivi “. In ultima istanza aleggia un “assalto ai forni” senza una logica e direzione politica, destinato a venire represso o anticipato in maniera tragica.

Occorre quindi ben altro:    UNA GRANDE NUOVA FORZA DEMOCRATICA CON UN PENSIERO FORTE-OBIETTIVI CHIARI-LAVORO CAPILLARE E NON SOLTANTO ELETTORALISTA: UN SALVIFICO FRONTE di LIBERAZIONE NAZIONALE

# A PRESTO IL SUO “DECALOGO” ESSENZIALE

Luca Massimo Climati  (Direzione Politica UNITIXITALEXIT)  14/04/2020 

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