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TEMPO DI RESTAURAZIONE…MA ANCHE CHIAREZZA

Se J.M. Keynes “il grande” sosteneva che nel lungo periodo saremmo stati tutti trapassati, forse è meglio concretamente occuparci del breve e medio termine. Per noi sudditi d’Italia ridotta progressivamente ad espressione nuovamente geografica trattasi di comprendere gli anni della Restaurazione : tutto è perduto fuorché se vogliamo le nostre idee, l’onore ed una prospettiva fondata di riscatto che preveda una valida e dirompente teoria ed un nuovo Fronte di Liberazione Unito ed Indipendente.

Le elezioni amministrative nella profonda Emilia-Romagna, roccaforte PD e la profonda Calabria sudista, montana e protesa nel Mediterraneo sono state pariteticamente caricate di significanza nazionale per interessi contrapposti esulanti dal grande “Sotto” dei sudditi del sovrastato UE  chiamati a “votare”.

Non è vero che non cambia nulla o forse è anche vero : non cambia nulla per le indegne e servili classi dirigenti nostrane antinazionali. Anzi : tutto il quadro restauratore ne viene confermato. Nuovi affari ,nuovo business globale viene garantito per i nemici della nostra comunità.

La prima considerazione che va fatta, vista la campionatura relativa Padano-calabra, sta nella consacrazione della fine del triennio della speranza, dal 4 dicembre del 2016 al giugno del 2019 , passando per il 4 marzo del 2018 ed il successivo varo dello sperimentale ma vigilato dai poteri euristi “governo del cambiamento”.

Il popolo sofferente italiano, sia nella sua compagine povera, neo-proletaria e precaria che nei ceti medi indeboliti e nella piccola e media impresa tartassata , aveva riposto molte speranze in quel processo.

Erano anche loro “speranze precarie” per la distruzione progressiva dei partiti di massa, per la mancanza di un sindacato, come in Francia, indipendente da un potere politico subalterno ai sovra-interessi finanziari e capitalisti se non nel caso della evaporata testimonianza sinistrata radicale o controllata sovranista ed autoreferenziale.

Una Classe unita nella sofferenza ma priva di rappresentanza può esercitare i propri diritti sociali ed interessi ? la risposta chiaramente è negativa.

Le due forze che hanno dato vita al cosiddetto governo del cambiamento, con presidio UE al MEF  ed agli esteri, dicasteri chiave, erano forze che nel breve-medio periodo hanno manifestato ,aldilà di roboanti proclami precedenti la loro arrendevolezza e deficitaria dose di Patriottismo e decisione di combattere UE e trattati.

La loro fragilità ideologica ed inconsistenza, soprattutto nel 5 stelle, ma anche in una LEGA subalterna agli interessi di proprie componenti in combutta con il capitale ed il ciclo mercantile tedesco, nel breve-medio periodo della nostra vita accelerata globalmente dalle condizioni storiche è venuta allo scoperto.

È stato il fattore concreto della sconfitta e liquefazione del passato governo: una transizione alla Restaurazione.

Può un “nulla” essere vincente? Certo, se il nulla corrisponda ad un nulla sociale-culturale-etico-programmatico-produttivo-comunitario-umano.

Ma vi siete mai chiesti perché tanti “nulla” e quaquaraquà, ometti o donnicciuole carine che siano, con le loro insulse faccette non marcate e forgiate alla lotta ed alle concrete asperità, siano esse da lavoro o studio o genio produttivo o creativo, si trovino irresponsabilmente alla guida di un paese a sovranità limitata?

Se questo “nulla”, sia al governo del Paese o di una regione,  o candidato o a capo di un movimento creato in un laboratorio da “guerra batteriologica ai movimenti reali possibili”, corrrisponde a determinati interessi, IL NULLA E’ CONCRETO E FUNZIONALE !

Risultato? Se le Sardine sono il “nulla”, invece tale nulla è completamente corrispondente agli interessi dei settori sociali per ora non intaccati dalla fase di concentrazione finanz-capitalista e dalla distruzione della nostra entità-produttiva nazionale funzionale agli interessi dei nemici carolingi, egemoni nella UE o alle multinazionali ed alle fazioni globaliste yankee. 

Gridando al fascismo inesistente di un Salvini che suona i campanelli  non hanno fatto tutti, anziani e piccini, che i loro egoistici interessi.

Poco importa a questi antifascisti del loro tornaconto piccino, se vicino a loro qualche padre di famiglia si suicida per perdita di lavoro o che vi siano pizzaioli provetti a 20 euro al giorno in nero, o anche giovani laureati costretti ad immigrare : danni collaterali antifascisti da “fuoco amico”.

Che fine ha fatto la variante populista ? Liquefatta nella debolezza servile dei due attori elettorali dell’ ex governo uscito dal 4 marzo 2018, o nella loro inconsistenza teorica ( 5 stelle) o nel ritorno al grande centrodestra, con una Meloni che ci fa rimpiangere la grandezza patriottica di una Lepen . Oppure rimasta confinata in una pattuglia sovranista nella lega, intellettualmente pregevolissima, ma impotente politicamente. Gli altri? Non si può citare un “nulla”, come le sardine fondato su granitici interessi e sul successo di un candidato metallico, anaffettivo, come Bonaccini, ma ritratto reale esistente di una classe di quarantenni o cinquantenni dirigenti.

Gli interessi reali hanno sempre la testa dura. Questa è Lotta di Classe ancora ad un unico binario: la Classe privilegiata, a qualsiasi livello, nostrana parteggia col nemico globalista e UE. Il grande sotto subalterno dei “servi dei signori” rimane sguarnito di qualsiasi difesa. Ma se non si comprende che la Lotta di Classe del Sotto non può prescindere dalla prioritaria questione NAZIONALE E PATRIOTTICA e dal saldamento storico di un fronte alleato tra piccoli e medi produttori tartassati e salariati  precarizzati e barbaramente sfruttati, non faremo passi avanti.

A tale scopo, in questi anni di Restaurazione e senza scorciatoie elettoraliste con salvatori improvvisati e listarelle da 4 soldi, dobbiamo ri-comporre un grande Fronte per la Sovranità ed il riscatto nazionale del nostro popolo, ri-condannato ad un bipolarismo bipartisan, forse stampella di un futuro super-direttorio.

Il 12 ottobre si vide un primo passo, un accenno ad un cammino di Liberazione e Patriottico che come previsto, è stato deviato prima della data di svolgimento. Vi erano oltre 3500 partecipanti ….ed altrettanti non vennero per deviazioni avvenute o per il permanere di antiche superstizioni su una guerra civile terminata oltre 70 anni orsono.

#Ripartiamo e riprendiamoci il 12 ottobre e lavoriamo per la creazione di un nuovo fronte Indipendente del Lavoro.

ADDA  PASSA’ A NUTTATA !      

L.M. Climati              27/1/2020

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